David Lanham

30 04 2008

Questa mattina mi sono svegliato più innamorato del solito, perciò spero di non scrivere una recensione troppo sdolcinata.
Ecco spuntare da un mondo lontano l’ultimo mostro peloso e gigante. l’unico esempio rimasto di mostro a sei zampe. Quanto mi piace vederlo passare, cosa farei per poterlo toccare “. Recita così l’inizio del brano Il mostro del cantautore Samuele Bersani. Non sono un amante della musica italiana, ma secondo me questa canzone potrebbe candidarsi come colonna sonora per le illustrazioni di David Lanham.
Mi piace fantasticare su un’ipotetica esistenza reale dei personaggi che compaiono in questo portfolio. Veder passare un enorme mostro viola che schizza veloce per rubare una torta di mele lasciata fuori da una finestra, o scrutare lo spazio con un telescopio gigante e notare un cane cosmonauta intento a inseguire un osso fluttuante… sarebbero avvenimenti che donerebbero un sorriso e la giusta piega alla giornata.
Uno dei particolari che mi hanno colpito è che Lanham ha dipinto qualche toyz (nella sezione analog) aggiungendoci elementi che li rendono ancor più personalizzati.

WEB: www.dlanham.com

scritto da Alessiodral





Daniel Danger

29 04 2008

Daniel Danger crea intimità con lo spettatore. Le sue opere, spesso calme, silenziose, contemplative, ben si sposano con i gruppi musicali per i quali ha creato moltissimi posters (per citarne alcuni: The Decemberists, Modest Mouse, Snow Patrol). Il suo stile attira molto la curiosità di un pubblico giovane, affezionato alle figure umane che Danger spesso raffigura come pupazzetti fluttuanti, ma devo dire che il suo tratteggiare paesaggi notturni e innevati, spesso visitati da cervi, mi ha davvero catturato.

WEB: www.tinymediaempire.com

scritto da Holly_and_cat





Nessim Higson

28 04 2008

Innanzitutto chiediamo scusa a tutti coloro che seguono Mokamour per non aver recensito nulla nelle giornate del 24 e 25 aprile, ma siamo stati impossibilitati per un susseguirsi di impegni.
Pace fatta con tutti voi passiamo alla recensione di quest’oggi.

Siamo riusciti a conoscere Bruno Savona (recensito lo scorso mese su Mokamour) e a passare una piacevolissima serata nella provincia di Treviso. Durante le varie chiacchierate abbiamo avuto occasione di ammirare il magazine Territorial Pissing, ed è proprio da qui che ho conosciuto i lavori di Nessim Higson.
Non è facile trovare un portfolio così completo di discipline grafiche e ricco di lavori ben fatti da cui trarre ispirazione. Molti appassionati di fumetti troveranno i loghi di alcune delle serie più famose come ad esempio Hellblazer, Martian Manhunter e Batman. A mio parere i pezzi forti si trovano all’interno delle sezioni identity, posters e illustrations, dove ci sono immagini pubblicate nel libro Designed to help.
Prima di cliccare sul link andate in cucina a prepararvi un buon panino per far compagnia a questo straordinario autore “sempre affamato”.

WEB: www.iamalwayshungry.com

scritto da Alessiodral





Manuel Dall’Olio

23 04 2008

olio.jpg

Bagarino all’ultimo stadio, ballerino di quattro salti in padella, campione di salto dell’appuntamento, collaudatore di autostime, falegname per teste di legno, allacciatore di stringhe html… questi sono solo alcuni dei 366 assurdi mestieri inventati per i biglietti da visita personalizzabili di yearofcreativity.com, progetto nel quale Manuel Dall’Olio ha collaborato.
Docente di comunicazione grafica all’Accademia di Belle Arti di Bologna, e freelance. Dall’Olio ha realizzato molti progetti interessanti per clienti come Mandarina Duck, Mediaset, Vodafone, Coconino Press, Fabrica, Enel, ecc…

WEB: www.manueldallolio.it

scritto da Alessiodral





Zeptonn Lab

22 04 2008

In contrasto con l’ultima recensione, oggi propongo un “artista della felicità”.
Con i suoi lavori Jan Willem Wennekes aka Stinger (l’unico volto dietro Zeptonn Lab.) punta a far nascere il sorriso allo spettatore, e questo non manca d’accadere una volta che si comincia a sfogliare i selected works nel portfolio del suo sito. Creaturine colorate, gommose e sorridenti si picchiano, si inseguono, spuntano da strane piante arzigogolate per popolare cielo, terra, i muri di casa vostra (visto che Jan sembra ferrato in campo di decalcomanie) e perfino le vostre magliette (è ferrato anche in questo campo, esatto).
I lavori che più trovo azzeccati sono il design Happy When It Rains per Threadless.com, e quello per la t-shirt Nice Swimshorts, Jimmy per Teetonic.com

WEB: www.zeptonn.nl

scritto da Holly_and_cat





Boogie

21 04 2008

Dal suo sito non si viene a sapere il suo vero nome o la sua età. Solo che è d’origine serba, e che ha cominciato a fotografare per documentare la ribellione e l’inquietudine della guerra civile del suo paese, negli anni ‘90.
Boogie ha una tecnica sopraffine, una fotografia cruda e reale che intaglia spazi di verità per i soggetti e gli episodi degradati dei luoghi che visita.
Non a caso le sue mete sono spesso disagiate (vedi ad esempio le città di Belgrado o New York, o paesi come Brasile e Cuba, o ancora piccole realtà criminali come il mondo della droga o il circuito dei naziskin) e lo portano a mostrare il quotidiano con un occhio vigile, attento ai piccoli dettagli che compongono in gran quantità questi “universi sbagliati” del nostro secolo, resi, con il bianco e nero, testimonianze nel tempo.
Ha lavorato per nomi molto importanti come Nike, Lee Jeans, The New York Times, Rolling Stone Magazine.

WEB: www.artcoup.com

scritto da Holly_and_cat





Simone Legno [Tokidoki]

18 04 2008

Simone Legno è nato a Roma nel 1977. Inizia a lavorare come grafico e fonda lo studio Vianet assieme ad alcuni suoi amici. Parallelamente porta avanti la sua passione per l’illustrazione e contamina il suo stile con elementi della cultura giapponese, della quale è perdutamente affascinato. Il suo nome d’arte diventa Tokidoki e i suoi lavori iniziano a suscitare molto interesse. Nel 2003 muove i primi passi per farlo diventare un vero e proprio brand.
Oggi Simone Legno vive a Los Angeles, nel quartiere giapponese, e continua a lavorare per il suo brand che ormai è conosciuto quasi in tutto il mondo. Le sue sensuali figure femminili e i suoi buffi personaggi sono impressi su abiti, accessori, gadget e prendono “vita” anche grazie a graziosi Toyz.

WEB: www.tokidoki.it

scritto da Alessiodral





RedNose Studio

17 04 2008

Dietro il nome RedNose Studio si cela una sola persona, Chris Sickels, creatore di questi splendidi pupazzetti dalle fattezze umane.
I suoi lavori creano un’atmosfera unica, mostrando questi personaggi dalle espressioni spesso tenere e curiose che si guardano attorno nei contesti in cui vengono collocati per poi essere fotografati, o animati su video.
La bravura di Chris si sfoga facendo uso di tanti materiali come cavi, stoffe, cartone, legno, modellini e oggetti vari trovati qua e là. Una “dote di risparmio” nata e coltivata nel suo passato: vivendo in una fattoria nell’Indiana, a miglia e miglia dalla città, la famiglia di Nick spesso deveva “arrangiarsi”, costruendosi ciò che mancava con materiali che si trovavano lì intorno o riparando da sè quel che si rompeva.
Devo dire che a distanza di un po’ d’anni questa educazione al riciclo ha dato i suoi frutti… e che frutti!

WEB: www.rednosestudio.com

scritto da Holly_and_cat





Christian Guémy [C215]

16 04 2008

Questa è la prima volta che affrontiamo un autore dedito all’arte dello stencil.
C215 è un ex ergastolano e il suo nome d’arte proviene dal numero della cella che lo ha ospitato durante il periodo di detenzione. Il suo vero nome è Christian Guémy e partendo da Parigi ha iniziato a lasciare le sue impronte a Londra, Roma, Vienna, Brooklyn, Los Angeles e San Paolo.
La maggior parte delle sue opere sono ritratti molto ben definiti. Questi volti rimangono impressi sui muri, portoni e cassonetti di metropoli affannate come a testimonianza di attimi, felici o tristi che siano, delle persone ritratte.
C215 non ha un suo sito personale, perciò per divulgare in internet le fotografie ai suoi stencil e per poterlo contattare utilizza gli strumenti degli ormai famosissimi Flickr e Myspace, ai quali troverete il link qui sotto nel solito spazio dedicato.
Se desiderate vederlo all’opera date un’occhiata a questo video su YouTube.

WEB: Account Flickr, Account Myspace

scritto da Alessiodral





Vitché

15 04 2008

L’ispirazione a Vitché, artista brasiliano classe 1969, probabilmente gli venne per la prima volta giocando una partita a carte sopra una scacchiera, all’interno di un tendone da circo.
I suoi colori più usuali (bianco, nero, rosso e, ma solo a volte, blu) vestono separatamente e geometricalmente tutti i suoi personaggi preferiti: stravaganti e deformati clown, equilibristi, menestrelli, giocolieri e qualsiasi altri fenomeni da baraccone.
Il suo stile particolareggiato, ricco di fronzoli e gusto per gli abbinamenti di texture è inconfondibile, addirittura a distanza di anni, prima di ritrovarlo nella rete in questi giorni, ricordavo di un suo murale (visibile nella sezione Graffitis) raffigurante un menestrello in sella al suo cavallo, con una cavallerizza a piroettare sulla sua giumenta, trainati da colombe.
Bellissime e curate oltretutto le sue sculture di legno, vere e proprie chicche per gli occhi.

WEB: www.vitche.com.br

scritto da Holly_and_cat





Alberto Seveso

14 04 2008

In questo periodo si legge molto di Alberto Seveso e delle sue “fashionillustrazioni” dai titoli irriverenti. Perché noi di Mokamour dovremmo essere da meno?!
Ci sono molti mandrilloni che vivono al grido di “A me piace la gnocca!” o “W la fika!”, ma di queste frasi Seveso ci ha fatto veri e propri porta bandiera del suo originale stile che immortala donne avvenenti (gnocche, diciamolo pure) dalla pelle evanescente e filamentosa.
Sono contento che questo graphic designer sardo (trapiantato a Roma) sia riuscito a farsi distinguere tra il groviglio dei creativi legati al mondo della grafica. Secondo me merita e le sue buone qualità già si notavano nei suoi vecchi lavori agli inizi del 2000, quando si faceva conoscere come In|_difference e proiettava la sua insolenza in ambientazioni mostruosamente decadenti o collage estremamente caotici. Questi lavori sono tutt’ora visibili all’interno delle sezioni revival e old site del suo attuale portfolio.
Rimaniamo in attesa di altre illustrazioni, e non c’è da stupirsi se troveremo tra i titoli “Voglio una passera!”.

WEB: www.burdu976.com

scritto da Alessiodral





Gianluca Fallone

11 04 2008

Sono rimasto molto affascinato dalle illustrazioni di Gianluca Fallone, grafico e illustratore ventitreenne.
Molte delle immagini proposte da questo autore argentino sono legate al mondo della musica, come ad esempio i lavori del 2007 dedicati a Daft Punk e At The Drive-In, che riportano subito alla mente le fantastiche scene iridescenti del leggendario film Tron. Interessanti anche le rivisitazioni dedicate alle celebri copertine degli album pinkfloydiani Dark Side of The Moon e Animals.
Fallone all’interno del suo sito non ci mostra solamente la sua bravura nell’illustrare al computer, ma anche alcuni lavori grafici e di animazione realizzati per Cartoon Network, Nike, MTV e Punga Visual Consorcio (studio grafico dove iniziò la sua carriera nel 2006).

WEB: www.gianlucafallone.com

scritto da Alessiodral





Ronald Kurniawan

10 04 2008

Lo stile di Ronald Kurniawan si può annoverare fra quello dei migliori “fine artists” esponenti della recentissima corrente pop surrealism.
Un uso quasi maniacale del lettering tridimensionale (lettere, sillabe, numeri) e di scenari epici e fantasiosi caratterizza la base dei suoi quadri, che ospitano personaggi bizzarri come robots gommosi, umanoidi, bestie inventate e scimmie variopinte.
Nelle sue opere risalta il rapporto fra il vivere quotidiano dell’uomo e il vivere in un mondo di favola selvaggia in maniera ironica, colorata e felice.
Fra i suoi (numerosi) clienti troviamo Sony Pictures Entertainment, Mattel Inc., Toyota, La Weekly.

WEB: www.ronaldkurniawan.com

scritto da Holly_and_cat





Jonathan Weiner [Viner]

9 04 2008

Viner, secondo sua affermazione, esplora nei suoi lavori temi di potere, lotta, isolamento e bellezza, assieme a concetti di appartenenza e lealtà.
Le sue ambientazioni sono quasi sempre decadenti, ed in queste vengono posti i soggetti, che effettivamente sono esseri umani idealmente isolati, alieni alle situazioni in cui vengono dipinti o, al contrario, disturbati dalla loro condizione.
Apprezzo particolarmente la particolarità dell’esecuzione dei volti e dei corpi di Viner, spesso deformi dalla tristezza, e l’uso così omogeneo dei colori ad olio da parermi digitale ad una prima veloce sbirciata del suo sito.
Consiglio un’occhiata alla sua esposizione di lavori nella Jonathan LeVine Gallery, davvero ricca di opere.

WEB: www.vinerstudio.com

scritto da Holly_and_cat