Le creazioni rifacenti agli anni ‘60 di Andy Gilmore sembrano piccoli gioielli d’arte. Mi incollano gli occhi allo schermo tutte quelle cromie così ben amalgamate ma spesso contrastanti (l’uso di colori caldi/freddi resi luminosi e vividi dal nero o dal bianco è quasi una costante delle sue creazioni migliori), quelle linee perfette che sembrano trasportate al computer direttamente dalla mente di un architetto.
Sono lavori decisamente strani, eppure ammalianti perchè danno l’impressione che ci sia una grande mole di lavoro dietro quei semplici quadri, cerchi, e forme tridimensionali ricorrenti.
Curiosi sono anche gli schizzi di Andy (visibili nel suo blog personale e nel suo account Flickr), abbastanza distaccati dagli esperimenti di forme e colori, che riprendono per lo più animali e uomini nei loro movimenti, in tratti fitti e puliti.
Un autore certamente da scoprire.
scritto da Holly_and_cat












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